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Educata in monastero, a 14 anni di età fu data per procura in sposa a Giacomo II Lusignano, re di Cipro e d’Armenia, ma l’unione con lo sposo fu ritardata di quattro anni (1472). Il matrimonio rivestiva una grande importanza politica per la repubblica veneziana, che in caso di morte del re, avrebbe avuto modo di pretendere di svolgere un ruolo di primo piano nell’isola e consolidare così il proprio controllo nel Mediterraneo orientale. Nel 1472 Caterina Cornaro salpò da Venezia per Famagosta, capitale di Cipro. Un anno dopo Caterina restò vedova con un figlio nascituro. Nato il figlio, questi fu proclamato re con il nome di Giacomo III.
La notte del 13 novembre 1473 scoppiò la congiura di Famagosta, ordita dalla fazione spagnola per liberare l’isola dalla prepotenza veneziana, che se non riuscì a catturare la regina, trafugò il piccolo re, uccidendo nella reggia un medico e un servo, e fuori, Andrea Cornaro e Marco Bembo, patrizi veneti accorsi in aiuto. Morto il figlio (26 agosto 1474), Caterina restò sotto la protezione interessata della repubblica di Venezia, da sola ma sempre più sorvegliata e meno libera.
Nell’ottobre 1488 fu scoperta un’altra congiura, ordita ancora dalla fazione spagnola pretendente al trono, il che diede l’occasione propizia e desiderata a Venezia per richiamare Caterina dall’isola e annettersi il regno. Caterina tentò di opporsi, ma tutto fu inutile: dovette arrendersi.
Il 26 febbraio 1489 abdicò in favore della repubblica veneta e il 14 marzo successivo, con tutti gli onori salpò da Cipro. Arrivò a Venezia il 6 giugno 1489.

Dopo aver abdicato dal trono di Cipro fu creata “domina aceli”, signora di Asolo, conservando tuttavia anche negli atti ufficiali il titolo e il rango di regina.
Caterina giunse nel suo esilio dorato di Asolo l’11 ottobre 1489.
Ad Asolo Caterina e la sua corte, un’ottantina di persone si installarono nel castello.
A guardia e onore della propria persona la regina aveva un centinaio di soldati, stabiliti dalla stessa Repubblica Veneta. Nell’esercizio però di questa sua sovranità la Regina aveva dei limiti posti categoricamente dalla Repubblica Veneta :non poteva imporre ai suoi sudditi oneri ed angarie di nessun genere; nella città e nel territorio di Asolo “non potevano rifugiarsi, stare od abitare” quelli che non potevano farlo se il dominio del territorio fosse stato nelle mani del Doge. Nel 1491 inizia la costruzione del Barco di Altivole.
Nel 1509, a seguito della invasione da parte delle truppe della Lega di Cambrai del territorio Asolano, Caterina Cornaro si rifugiò a Venezia. Dopo la cacciata dei Tedeschi fece un breve ritorno ad Asolo. Il 10 luglio 1510 morì a Venezia.

 

Ordine di sfilata del corteo reale
 
La Regina Caterina Cornaro (in baldacchino)
accompagnata dal fratello Giorgio Cornaro
 
Il giullare:                         Zavir
Il medico tedesco:            Giovanni Sigismondo
Il segretario:                     Francesco Thimideis veneziano, soprannominato Hursio
Il cappellano:                   mons. Davide Lamberti, cipriota
Il confessore:                    Fra Bonaventura da Venezia dei Minori Osservanti
I Cavalieri:                        Girolamo Bonetto, padovano
                                         Alfonso de’ Martini, bassanese
Il maggiordomo:               Antonio De’ Parte
I Nobili:                             Nicolò Priuli, futuro Podestà di Asolo                   
                                         Marco Cornaro (padre di Caterina)
                                         Filippo Cornaro, figlio naturale di Andrea 
I cancellieri
I Paggi:                             (giovinetti istruiti per diventare cavalieri)
Le Damigelle:                   (12 di cui 1 negra)
I camerieri:
I cortigiani/e:                    (tra cui il Delfino)
Le guardie della Regina:  100 armigeri veneziani
 
 

Viene ricevuta ad Asolo dal Podestà di Asolo:       Girolamo Contarini
e dalle autorità asolane, gli ambasciatori:             Girolamo Cobertaldo eTaddeo Bovolin

 

Il Cavaliere Alberto Onigo:                      (Auditore)
Il Canonico della Colleggiata:                 Bartolomeo Colbertaldo
Il Pubblico precettore:                             Paolo de Neri da Arzignano
Le antiche famiglie di origine asolana:
La Nobiltà di Asolo:
 
E da oltre 4mila persone accorse per vederla.