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La corte di Caterina Cornaro era formata da una ottantina di persone, in maggioranza paggi, 12 damigelle, camerieri, cortigiani, tra i quali sono identificabili i personaggi qui sotto elencati con le relative funzioni. Il medico: Giovanni Sigismondo medico tedesco, poi sostituito con il professore di medicina di grande reputazione Francesco Tiraboschi (anche medico stipendiato della Comunità di Asolo); tra l'altro consiglia la regina a recarsi ai bagni di Abano per curare una febriciattola, dove dimora presso la villa del fratello Giorgio a Tencarola. Da lui discese la famiglia asolana Tiraboschi. Il Segretario: Francesco Thimideis (Timideo), veneziano, soprannominato Hursio poeta e filosofo (e Francesco Amedeo) Il capellano: mons. Davide Lamberti, cipriota Il capellano aveva il compito di celebrare quotidianamente la messa e di recitare l’officio delle ore. Il maggiordomo: Antonio de' Parte (o de' Pasti) Responsabile di tutti i settori della vita di palazzo. Cavalieri: Persone di sua fiducia. Girolamo Bonetto, padovano. Alfonso de' Martini, bassanese. Zavir: Nano nero che faceva il giullare di corte e caudatario (chi regge lo strascico a coda delle vesti prelatizie). Divertiva il pubblico con le sue prestazioni di giocoliere, acrobata, saltimbanco e recitava e cantava poesie. Damigelle: Erano 12 le damigelle alla corte della regina, tra le quali: Alvisa (o Luigia) damigella sposa a Floriano de’ Floriani. Fiammetta Buccali (frumetta), damigella di origine cipriota, figlia del cavalier Luca, aveva seguito la regina a Venezia ancora giovanissima, era andata in sposa a Rambaldo degli Avogaro di Treviso. Damigella “Negra”, era la damigella più fidata della regina che si era portata con sé da Cipro. Guardie della regina: a guardia e onore della propria persona la regina aveva un centinaio di soldati, stabiliti dalla stessa Repubblica Veneta. Il Delfino: cortigiano della regina. Il confessore: Fra Bonaventura da Venezia dei Minori Osservanti, cui la regina in morte lasciò un palazzo ed un giardino alla giudecca in Venezia situati nei pressi delle Cappuccine. Francesco Grazioli: (1468-1536), lombardo stabilitosi ad Asolo, operò molto alla corte della regina, ebbe abitazione al Castello e fu chiamato "architetto regio". Come architetto della regina, fece molto per adeguare la città al suo nuovo ruolo di residenza di una regina, edificò palazzi, progettò chiese, restaurò case e fece alcune opere di scultura. Lavorò nella sistemazione del castello e nella costruzione di una nuova ala destinata “a casa della regina” oggi purtroppo scomparsa. Tra l'altro progettò il "Barco" e scolpì la vasca battesimale per il duomo di Asolo. Con tutta probabilità dopo la morte di Caterina Cornaro, con suo figlio Bartolomeo, costruì in via S. Caterina la “casa Longobarda”. La salma venne sepolta nei chiostri del convento di S. Girolamo. Lugato: Famiglia proveniente da Lugo (Thiene). Giovanni de Lugo, notaio: Nel 1459 si trovava già in Asolo, come cittadino. Pietro Lugato, 1470-1550, figlio di Antonio e fratello di Matteo Lugato, che fu sacrista della cattedrale di Asolo nel 1505. Artista molto amico di Caterina Cornaro, lavorò con il Grazioli alla costruzione della "casa della regina" e di molte case signorili. Nel 1533, per deliberazione del consiglio cittadino, è stato eletto "ad sollecitandum dictum opus", cioè la costruzione (o riparazione) del ponte di Pagnano. Antonio Lugato, figlio di Michele, nel 1548, "soprastante" ai lavori pubblici, rimise in efficienza l'acquedotto. Luigi da Porto: 1485-1529 Poeta alla corte della regina, celebre letterato italiano, autore della famosissima novella Giulietta e Romeo, conobbe Antonio Colbertaldo, senior, quando questi studiava a Vicenza. Più volte, lo condusse con sé ad Asolo per vedere la Regina Cornaro, ospitandolo in casa sua. Pietro Bembo: 1470-1547 Grande umanista veneziano, parente della regina Cornaro (negli Asolani egli stesso lo confessa). Più volte fu in Asolo per dovere di convenienza e per partecipare ai "sollazzi e piaceri" della regina, alle giostre cioè alle cacce, alle cene rallegrate sempre da musiche e canti, (in un secondo tempo passò a frequentare la corte di Lucrezia Borgia). È celebre la sua venuta in Asolo nel 1495 per le nozze della damigella Luigia con Floriano de' Floriani da Montagnana, celebrate con grande pompa alla presenza di tante gentildonne e nobiluomini italiani. Il luogo delle nozze della damigella è il castello di Asolo, trasformato in piccola reggia. Quelle nozze, svoltesi in un paesaggio incantevole, toccarono l'animo del giovane umanista e gli dettero l'ispirazione di scrivere gli Asolani. Andrea Navagero: 1476-1573 Veneziano di famiglia patrizia, fu un grande letterato e uomo politico. Amico del Bembo fu bibliotecario della Marciana e storico della repubblica veneta. Per la sua abilità diplomatica fu mandato ambasciatore a Madrid presso Carlo V, ed ebbe parte nel trattato che liberò Francesco I dopo la sconfitta subita a Pavia (1526). Il Navagero, certamente fu alla corte di Caterina a Venezia e a Murano, fu amico di casa Cornaro, è invece dubbio secondo alcuni che egli sia venuto alla corte della Cornaro in Asolo. Possedeva una villa a Selva del Montello, famosa per un boschetto. Teodoro: Dottissimo Maestro di Costantinopoli che illustrò alla regina una magnifica collezione di rari manoscritti, quello stesso che a Cipro le aveva commentato le omelie di S. Giovanni Grisostomo.